16/03/11

QUANTE COSE CHE NON SAI DI ME


QUANTE COSE CHE NON SAI DI ME
LE 7 ANIME DI LIGABUE

COLLANA SONGBOOK - 250 pp. - 16,00 euro - inserto fotografico a colori

Sette, come i giorni della settimana, come i vizi capitali, come le vite dei gatti.
Quante cose che non sai di me, frugando nei testi delle canzoni con la partecipazione dello stesso Luciano, analizza tutta la produzione artistica – film, racconti, poesie, romanzo – di un protagonista assoluto del panorama musicale e culturale italiano.

Ligabue ha
un’anima rock,
un’anima cinematografica,
un’anima letteraria,
un’anima femminile,
un’anima passionale,
un’anima romantica,
un’anima politica.

04/03/11

Lettera all'on. Biancofiore


Dopo aver assistito, quasi per caso, alla puntata di EXIT andate in onda ieri sera su La7, ho sentito il bisogno di mandare questa mail all'onorevole Michaela Biancofiore. Mi risponderà mai? Ve lo farò sapere

Gentile on. Biancofiore,
sono una cittadina italiana che paga le tasse e mi permetto di scriverLe dopo aver assistito ieri sera ad un Suo intervento nella trasmissione condotta da Ilaria D'Amico su La7. Interrompendo in maniera piuttosto veemente, becera e sgarbata, l'onorevole Melandri che provava ad esprimere un concetto (giusto o sbagliato che fosse, era il suo turno), Lei ha sottolineato - gridando - che la sinistra (sottintesa visto che si rivolgeva alla Melandri) non poteva parlare in quanto aveva avuto un "presidente di Regione che andava a transessuali con la macchina di Stato".
La Sua infinita meschinità e grettezza in tale occasione mi ha fatto rabbrividire, in primis perché non era quello l'argomento della conversazione (e comunque Piero Marrazzo si è dimesso quasi subito, lasciando campo libero ad una parte politica, risultata poi vincente, che in campagna elettorale non ha certo lesinato sottolineature su questa vicenda), ma soprattutto perché da cittadina italiana che paga le tasse, trovo molto più grave ed offensivo sapere (lo attestano gli atti di diverse procure) che ci sono illustri parlamentari (pagati da noi contribuenti) condannati in via definitiva che continuano a sedere in Parlamento, trovo molto più grave e offensivo che ci siano esponenti dell'attuale maggioranza di governo (ma potrebbero essere anche dell'opposizione, la mia indignazione non cambierebbe) indagati per reati infamanti, accusati di concussione, abusi di potere, abusi sessuali, corruzione, compravendita di voti, istigazione alla prostituzione, anche minorile, e altre nefandezze varie, trovo molto più grave ed offensivo che ci siano persone legate alla Protezione Civile che ridevano pensando a quali guadagni favolosi avrebbero realizzato in seguito al devastante terremoto in Abruzzo (6 aprile 2009), trovo molto più grave e offensivo che un capo di governo non perda occasione di insultare i suoi antagonisti politici, i suoi stessi concittadini (quelli che non la pensano come lui), di demolire le istituzioni che pure dovrebbero costituire una garanzia per tutti. Trovo molto più grave ed offensivo che in Italia la mercificazione del corpo femminile sia diventata prassi comune e che si taccia di essere "moralisti e puritani" tutti coloro che si indignano per allegre riunioni conviviali che in tutto il mondo vengono definiti festini e orge, dove oltretutto si elargiscono soldi che un onesto lavoratore non guadagna nemmeno in un anno. Trovo molto più grave ed offensivo che molti esponenti politici (sempre di più, ahimé, di qualsiasi schieramento politico) anziché accettare un civile confronto, si azzannino in televisione costringendo chi vorrebbe seguire un dibattito e un discorso anche politico a spegnere la televisione. Trovo molto più grave ed offensivo che ci siano giornalisti (così si fanno definire) che possono distruggere la reputazione, la dignità, la vita di una persona (anche un collega) facendo e pubblicando rivelazioni e documenti falsi senza che poi - una volta scoperta la loro truffa - si dimettano e vengano radiati dall'Albo dei Giornalisti. Trovo molto più grave e offensivo il modo in cui i cittadini italiani vengono considerati (e derisi) al'estero, ovunque.
La lista delle cose che trovo molto più gravi ed offensive, da cittadina italiana, sarebbe ancora molto lunga ma sono certa che Lei abbia afferrato il mio ragionamento.
Continuerò a pagare le tasse, come ho sempre fatto, e a difendere il diritto di tutti (anche e soprattutto di chi non la pensa come me) di esprimere la propria opinione. Anche se ogni giorno diventa più difficile perché in Italia si è instaurato (voi soprattutto come governanti ne siete responsabili) un clima da guerra civile per cui chi non la pensa come te, non è un antagonista da battere ma un nemico da eliminare con qualsiasi mezzo.
In un paese civile questo è decisamente inaccettabile. Ma l'Italia, da molti anni, non è più decisamente un paese civile. Purtroppo.
RingraziandoLa fin da ora per l'attenzione che mi vorrà concedere, La invito a riflettere - se lo riterrà opportuno - su quanto Lei ha detto e io ho scritto.
Non credo che risponderà a questa mia mail ma se dovesse farlo, gliene sarei davvero grata.

Patrizia De Rossi

p.s. A proposito di moralisti, puritani, bigotti eccetera. quando Marrazzo andava a trans la maggioranza compatta ha gridato allo scandalo, i bempensanti invocavano addirittura (metaforicamente) la pubblica gogna, ora che invece si tratta di orge con minorenni e maggiorenni, in numero variabile ma sempre più di due, è tutto normale?

03/06/10

IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI



Un noir da Oscar

Mistero, intrigo, passione, colpi di scena: non manca nessuno degli elementi del noir nel film che ha vinto quest'anno l'Oscar come miglior film straniero (coproduzione spagnola-argentina). Un omicidio violento (quello della giovane Liliana), la disperazione di un uomo (Ricardo, il marito della vittima), la tenacia di un funzionario del tribunale di Buenos Aires (Benjamin Esposito) che a distanza di 25 anni - quando arriva alla pensione - torna su un caso irrisolto, o meglio risolto malamente. Sullo sfondo l'Argentina più brutta e corrotta, quella della dittatura, dei desaparecidos, la "nuova Argentina", come viene definita nel film da un oscuro funzionario privo di scrupoli, e antagonista di Esposito che attraverso la scrittura di un romanzo vuole fare luce sull'orribile uccisione della bella Liliana.
Attraverso un fortissimo gioco di sguardi Benjamin arriverà a scoprire l'assassino e sempre attraverso quello che raccontano gli occhi, riuscirà a venire a capo dell'intera vicenda e della sua stessa vita.
Ma non c'è solo la storia di Liliana e Ricardo in questo film, c'è anche quella, più complessa, di Benjamin e di Irene, "capo" di Benjamin in Tribunale e donna di grande fascino. Attraverso la rielaborazione del caso, Benjamin e Irene scopriranno non solo i molti lati oscuri della vicenda ma anche dei risvolti del loro rapporto di lavoro e di amicizia che cambieranno il corso della loro storia. In mezzo l'amicizia, la violenza, la repressione, la corruzione, la determinazione, la speranza di un futuro migliore di un paese che deve fare i conti con un passato spietato. Così come Benjamin che si troverà di fronte al suo passato, ma anche al suo futuro. E solo analizzando a fondo il suo passato potrà vivere il suo futuro.
Un film intenso, passionale, ottimamente recitato a cui non mancano pathos e suspense. Molto bello.

27/05/10

Sex & the City (2) e l'anima rubata




New York è la quintessenza di Sex & the City (la serie televisiva prima, i film poi) e togliere New York equivale a portare via l'anima a una persona. Da sempre quinta protagonista, quinta ragazza del gruppo, New York nel secondo capitolo cinematografico viene messa da parte per fare posto ai ricchissimi sponsor (gli Emirati Arabi) che hanno spostato l'azione ad Abu Dhabi (peraltro ricostruita in Marocco, paese dove le donne godono di maggiore libertà rispetto agli Emirati e dove c'è una fiorente industria cinematografica). Il pretesto per spostarsi ad Abu Dhabi è un viaggio di lavoro e piacere di Samantha, ospite di un ricchissimo sceicco che le mette a disposizione tutto ciò che vuole. Il problema è che a quel punto il film non ha più alcun motivo di chiamarsi Sex & the City, la City (quella City) non c'è, non si vede, si intravede solo sullo sfondo ma non emerge come dovrebbe e come sottolinea (a questo punto in maniera ingannevole) il titolo. Si assiste impotenti, e irritate, a un documentario su Abu Dhabi, quintessenza del kitsch e del pacchiano. Ma quale ragazza e donna cresciuta nel culto di Sex & the City, nel mito del suo linguaggio spregiudicato e del suo spirito di libertà e di uguaglianza nei confronti degli uomini, potrebbe mai desiderare di trascorrere una vacanza, sia pur di soli 7 giorni, ad Abu Dhabi? Non c'è lusso che tenga, non c'è maggiordomo fascinoso che incanti, chi ha sognato per 12 anni di vivere a New York secondo i dettami di Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte, non può proprio trovare nulla di interessante negli Emirati Arabi.
E allora andiamoci a rivedere - casomai - il primo film e soprattutto le varie serie televisive che hanno reso Sex & the City la serie di maggior successo della televisione mondiale. Magari ripartendo dal primo episodio, sfolgorante, divertente e benaugurante: era il 1998, la crisi non c'era, New York City era il centro del mondo, the place to be, e tutte noi sognavamo di vivere nelle nostre città le avventure di Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte, o di trasferirci a New York, che rimane, oggi come ieri, il centro del mondo.

19/04/10

TOTTI, UOMO DI NIENTE



Non scrivo mai di calcio, perché non mi interessa, né tantomeno di calciatori, perché mi interessano ancora meno. Ma quando ci sono persone (con grossi limiti evidentemente) che si accoltellano, che bruciano macchine, che lanciano qualsiasi cosa gli capiti a portata di mano (oltretutto nella mia città), allora il discorso non riguarda più solo il calcio e i calciatori. E vale la pena parlarne. Soprattutto perché nel nostro paese a furia di non parlare delle cose, si accetta passivamente tutto. E non va bene.
Credo che quando un professionista strapagato come Francesco Totti, idolo per migliaia e migliaia di persone (non solo bambini e adolescenti) si lascia andare a gesti irridenti come quello che ha fatto ieri sera (e che aveva già fatto nella partita di andata), non ci si possa stupire poi se fuori e sugli spalti, la gente si accoltella, si picchia selvaggiamente, lancia bombe carta, brucia cassonetti, auto e tutto ciò che capita.
E' ovvio che la colpa non è solo di Totti, ma anche di tutti quegli altri professionisti (magari pagati meno di Totti ma sempre strapagati per come la vedo io) che hanno scatenato ieri, e scaternano ogni settimana, risse e liti vergognose.
L'avversario, anche il più odiato, lo sconfiggi sul campo, non lo puoi (e non lo devi) irridere né deridere come ha fatto e fa Francesco Totti, che non è nuovo a gesti del genere (basti ricordare la maglietta sfoggiata dopo un gol con la scritta - estremamente signorile - "Vi ho purgato ancora"). Il suo disprezzo nei confronti di una squadra che appartiene alla sua stessa città, è il disprezzo nei confronti di tanta gente che ha l'unico "torto" di non essere come lui (e meno male) e di non pensarla come lui (e meno male). Ripeto, l'avversario lo sconfiggi sul campo ma non lo irridi. E ieri l'avversario tanto odiato è stato sconfitto sul campo solo quando il suo allenatore lo ha tolto dal campo.
Totti è un uomo di niente perché non ha rispetto per l'avversario, perché non riconosce mai il valore degli avversari anche quando perde sul campo per 3 a 0 ("Guarda co chi avemo perso" disse in occasione di una sconfitta per 3 a 0 contro il suo avversario più odiato nel 2006), perché è facile fare tanta beneficenza pagandola con i milioni di euro delle pubblicità,
Un uomo di niente - seppur grande calciatore - non può essere il simbolo di Roma, non può identificare i romani che - per fortuna - non sono tutti come lui e non la pensano tutti come lui.
Ciò detto, ieri la Roma ha battuto la Lazio sul campo perché è più forte.