02/10/07

Una firma per la Birmania

Un amico mi ha inoltrato questa mattina il messaggio che trovate qui di seguito. Io l'ho firmato, a favore di tutti i popoli oppressi, e contro tutte le dittature del mondo. Fatelo anche voi, se lo ritenete opportuno, e fate girare questa petizione. Fatelo per il popolo della Birmania!
E' un APPELLO al Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite è stato messo online qui:

http://new.petitiononline.com/9848/petition-sign.html


Bastano 30 SECONDI del nostro tempo per aiutare il popolo birmano.
GRAZIE

Se firmate la petizione, non dimenticate di cliccare su "Approve signature" ("Approva la firma"!!)

01/10/07

Futura

Tuute le sere, dal lunedi al venerdi, dalle 23 alle 01 potete ascoltarmi sui 97.700 di Radio Città Futura (se siete a Roma) nella trasmissione FUTURA.
Ogni sera un argomento di conversazione diverso con ospiti che intervengono nel programma e musica scelta da me.
A breve la lista di tutte le emittenti che trasmettono nel resto d'Italia. Per maggiori info: www.radiocittafutura.it

28/09/07

Tra Birmania e anoressia

Come promesso torno a pubblicare qualcosa sul patablog, dopo la pausa estiva. Lo faccio parlando di due argomenti/avvenimenti drammatici che popolano le pagine e i notiziari di questi giorni. Innanzitutto voglio manifestare la mia totale solidarietà al popolo e ai monaci birmani che stanno lottando non solo per la loro libertà e per i loro diritti umani, ma per la libertà e i diritti umani di tutti noi. Per questo ho aderito all'sms internazionale che invitava tutti a indossare oggi una maglietta rossa che porto con fierezza.
Voglio poi esprimere solidarietà anche a Nolita, il marchio di abbigliamento per ragazze che ha finalmente avuto il coraggio di mettere in mostra l'orrore dell'anoressia. Lo ha fatto grazie a un grande fotografo, Oliviero Toscani, che non ha mai avuto paura di ritrarre le bruttezze della vita (ricordate le campagne pubblicitarie per la Benetton?). E a chi si è scandalizzato per l'orrore di una ragazza di 26 anni (proprio così) che pesa 31 kg. ha risposto: "Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all'immagine e non di fronte alla realtà" (intervista pubblicata da Vanity Fair n.39, 2007, p. 186). Sono d'accordissimo con lui: la gente4, soprattutto i ragazzi più giovani, devono VEDERE cos'è l'anoressia. A cosa porta. Quali sono gli effetti (e le reazioni della gente).
Stasera parlerò di questa campagna pubblicitaria di Nolita, di Oliviero Toscani e di anoressia, nel programma radiofonico che conduco tutte le sere (dal lunedi al venerdi) dalle 23 alle 01 su Radio Città Futura (97.700 se siete a Roma), dal titolo Futura. Se volete seguirmi anche in voce e partecipare alla discussione mandate un sms al numero 38 800 97 700, o scrivete una mail a futura23@gmail.com.

14/09/07

Ciao a tutti, dopo la pausa (lunga) estiva presto troverete nuovi scritti, foto, racconti, impressioni, sensazioni. Aspetto i vostri commenti
A presto
P

30/08/07

Vladimir Luxuria: il fascino della notte



...L’oscurità notturna è complice, malandrina, sensuale...
Così parla della notte Vladimir Luxuria in Chi ha paura della Muccassassina (Bompiani, € 16,50), un libro scritto da lei stessa con un sottotitolo significativo: Il mio mondo in discoteca e viceversa. Già perché Vladimir, attrice, conduttrice tv e ora anche Onorevole in Parlamento con Rifondazione Comunista, in discoteca ha costruito non soltanto la sua personalità ma anche la sua carriera professionale e politica. Sì perché Vladimir è stata per anni la direttrice artistica del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli dando vita a Muccassassina, serate GLBT (gay-lesbo-trans) aperte a tutti senza alcuna preclusione, nelle quali all’una e mezza venivano lanciati messaggi politici. Cosa rappresenta per te la notte? Amo la notte perché ti restituisce un’altra città, fatta di luci, vissuta da una fauna particolare, esemplari che non circolano di giorno e che aspettano la mezzanotte per uscire. La notte è penombra quindi complicità e di notte io riesco a fare delle cose che di giorno non posso fare, ad esempio scrivere. Come direttrice del Circolo Mario Mieli, ho potuto organizzare le serate di Muccassassina e quindi la notte mi ha dato anche la possibilità di porre le basi per l’attività politica che svolgo. Sei stata la prima a veicolare messaggi politici in discoteca? Sono una delle pochissime ad averlo fatto. All’una e mezza, quando c’era il clou, il massimo della gente in pista, toglievamo la musica e dal palco cominciavamo a lanciare messaggi di tolleranza, di animalismo, di pace, di accettazione degli altri con un linguaggio e una forma godibile da quel tipo di pubblico. La discoteca spesso è vista come un posto di perdizione, per te invece è stata un luogo di riscatto? Innanzitutto io non parlerei di discoteca in generale, non c’è un solo modello ma ci sono vari generi di discoteche: oggi c’è un locale per un tipo di ragazzi, un altro per un genere musicale specifico. Per quel che riguarda la mia esperienza personale le discoteche GLBT hanno rappresentato un luogo di liberazione, un posto in cui ci si divertiva e dove si poteva essere se stessi, quindi io ne sono uscita fortificata. Detto questo, però, va detto anche che ci sono gestori onesti e disonesti, che c’è tanto lavoro nero, mobbing, ricatti sessuali e queste cose vanno denunciate. Non mi piacciono quelli che fanno un altro lavoro e aprono il loro localino solo per avere un giro di ragazzine da ricattare dicendole se non vieni a letto con me non ti faccio fare la cubista. Cosa che peraltro viene vista molto spesso come un primo passo per arrivare alla tv o al cinema. Io della discoteca ho un concetto laico, così come della famiglia: sia l’una che l’altra sono fatte da persone e ci sono quelle buone e quelle cattive. Non pensi che ci sia una carenza da parte dei genitori? Spesso sono i genitori a spingere i figli a sottostare a certi ricatti. Del resto siamo in un periodo in cui si è convinti che solo l’apparire sia l’essere, dove non si studia più recitazione ma si è convinti che basti andare a un reality show per diventare attori. Un periodo in cui c’è il culto dell’immagine fine a se stessa che non serve a niente. Cosa diresti a una dodicenne che fa la cubista, magari gettandosi via? 1° Che deve denunciare chiunque la ricatti o la sottoponga a mobbing e ad altre violenze. 2° Che non serve a niente darsi via così. 3° Che ci sono altre strade da percorrere per arrivare in tv o al cinema.
Io della discoteca ho un concetto laico, così come ce l’ho della famiglia
(realizzata nel giugno 2007)