Tuute le sere, dal lunedi al venerdi, dalle 23 alle 01 potete ascoltarmi sui 97.700 di Radio Città Futura (se siete a Roma) nella trasmissione FUTURA.
Ogni sera un argomento di conversazione diverso con ospiti che intervengono nel programma e musica scelta da me.
A breve la lista di tutte le emittenti che trasmettono nel resto d'Italia. Per maggiori info: www.radiocittafutura.it
01/10/07
28/09/07
Tra Birmania e anoressia
Come promesso torno a pubblicare qualcosa sul patablog, dopo la pausa estiva. Lo faccio parlando di due argomenti/avvenimenti drammatici che popolano le pagine e i notiziari di questi giorni. Innanzitutto voglio manifestare la mia totale solidarietà al popolo e ai monaci birmani che stanno lottando non solo per la loro libertà e per i loro diritti umani, ma per la libertà e i diritti umani di tutti noi. Per questo ho aderito all'sms internazionale che invitava tutti a indossare oggi una maglietta rossa che porto con fierezza.
Voglio poi esprimere solidarietà anche a Nolita, il marchio di abbigliamento per ragazze che ha finalmente avuto il coraggio di mettere in mostra l'orrore dell'anoressia. Lo ha fatto grazie a un grande fotografo, Oliviero Toscani, che non ha mai avuto paura di ritrarre le bruttezze della vita (ricordate le campagne pubblicitarie per la Benetton?). E a chi si è scandalizzato per l'orrore di una ragazza di 26 anni (proprio così) che pesa 31 kg. ha risposto: "Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all'immagine e non di fronte alla realtà" (intervista pubblicata da Vanity Fair n.39, 2007, p. 186). Sono d'accordissimo con lui: la gente4, soprattutto i ragazzi più giovani, devono VEDERE cos'è l'anoressia. A cosa porta. Quali sono gli effetti (e le reazioni della gente).
Stasera parlerò di questa campagna pubblicitaria di Nolita, di Oliviero Toscani e di anoressia, nel programma radiofonico che conduco tutte le sere (dal lunedi al venerdi) dalle 23 alle 01 su Radio Città Futura (97.700 se siete a Roma), dal titolo Futura. Se volete seguirmi anche in voce e partecipare alla discussione mandate un sms al numero 38 800 97 700, o scrivete una mail a futura23@gmail.com.
Voglio poi esprimere solidarietà anche a Nolita, il marchio di abbigliamento per ragazze che ha finalmente avuto il coraggio di mettere in mostra l'orrore dell'anoressia. Lo ha fatto grazie a un grande fotografo, Oliviero Toscani, che non ha mai avuto paura di ritrarre le bruttezze della vita (ricordate le campagne pubblicitarie per la Benetton?). E a chi si è scandalizzato per l'orrore di una ragazza di 26 anni (proprio così) che pesa 31 kg. ha risposto: "Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all'immagine e non di fronte alla realtà" (intervista pubblicata da Vanity Fair n.39, 2007, p. 186). Sono d'accordissimo con lui: la gente4, soprattutto i ragazzi più giovani, devono VEDERE cos'è l'anoressia. A cosa porta. Quali sono gli effetti (e le reazioni della gente).
Stasera parlerò di questa campagna pubblicitaria di Nolita, di Oliviero Toscani e di anoressia, nel programma radiofonico che conduco tutte le sere (dal lunedi al venerdi) dalle 23 alle 01 su Radio Città Futura (97.700 se siete a Roma), dal titolo Futura. Se volete seguirmi anche in voce e partecipare alla discussione mandate un sms al numero 38 800 97 700, o scrivete una mail a futura23@gmail.com.
14/09/07
30/08/07
Vladimir Luxuria: il fascino della notte
...L’oscurità notturna è complice, malandrina, sensuale...
Così parla della notte Vladimir Luxuria in Chi ha paura della Muccassassina (Bompiani, € 16,50), un libro scritto da lei stessa con un sottotitolo significativo: Il mio mondo in discoteca e viceversa. Già perché Vladimir, attrice, conduttrice tv e ora anche Onorevole in Parlamento con Rifondazione Comunista, in discoteca ha costruito non soltanto la sua personalità ma anche la sua carriera professionale e politica. Sì perché Vladimir è stata per anni la direttrice artistica del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli dando vita a Muccassassina, serate GLBT (gay-lesbo-trans) aperte a tutti senza alcuna preclusione, nelle quali all’una e mezza venivano lanciati messaggi politici. Cosa rappresenta per te la notte? Amo la notte perché ti restituisce un’altra città, fatta di luci, vissuta da una fauna particolare, esemplari che non circolano di giorno e che aspettano la mezzanotte per uscire. La notte è penombra quindi complicità e di notte io riesco a fare delle cose che di giorno non posso fare, ad esempio scrivere. Come direttrice del Circolo Mario Mieli, ho potuto organizzare le serate di Muccassassina e quindi la notte mi ha dato anche la possibilità di porre le basi per l’attività politica che svolgo. Sei stata la prima a veicolare messaggi politici in discoteca? Sono una delle pochissime ad averlo fatto. All’una e mezza, quando c’era il clou, il massimo della gente in pista, toglievamo la musica e dal palco cominciavamo a lanciare messaggi di tolleranza, di animalismo, di pace, di accettazione degli altri con un linguaggio e una forma godibile da quel tipo di pubblico. La discoteca spesso è vista come un posto di perdizione, per te invece è stata un luogo di riscatto? Innanzitutto io non parlerei di discoteca in generale, non c’è un solo modello ma ci sono vari generi di discoteche: oggi c’è un locale per un tipo di ragazzi, un altro per un genere musicale specifico. Per quel che riguarda la mia esperienza personale le discoteche GLBT hanno rappresentato un luogo di liberazione, un posto in cui ci si divertiva e dove si poteva essere se stessi, quindi io ne sono uscita fortificata. Detto questo, però, va detto anche che ci sono gestori onesti e disonesti, che c’è tanto lavoro nero, mobbing, ricatti sessuali e queste cose vanno denunciate. Non mi piacciono quelli che fanno un altro lavoro e aprono il loro localino solo per avere un giro di ragazzine da ricattare dicendole se non vieni a letto con me non ti faccio fare la cubista. Cosa che peraltro viene vista molto spesso come un primo passo per arrivare alla tv o al cinema. Io della discoteca ho un concetto laico, così come della famiglia: sia l’una che l’altra sono fatte da persone e ci sono quelle buone e quelle cattive. Non pensi che ci sia una carenza da parte dei genitori? Spesso sono i genitori a spingere i figli a sottostare a certi ricatti. Del resto siamo in un periodo in cui si è convinti che solo l’apparire sia l’essere, dove non si studia più recitazione ma si è convinti che basti andare a un reality show per diventare attori. Un periodo in cui c’è il culto dell’immagine fine a se stessa che non serve a niente. Cosa diresti a una dodicenne che fa la cubista, magari gettandosi via? 1° Che deve denunciare chiunque la ricatti o la sottoponga a mobbing e ad altre violenze. 2° Che non serve a niente darsi via così. 3° Che ci sono altre strade da percorrere per arrivare in tv o al cinema.
Io della discoteca ho un concetto laico, così come ce l’ho della famiglia
(realizzata nel giugno 2007)
30/07/07
Alex Del Piero: nei panni di un dj

Siamo abituati a vederlo in campo, artista e genio del calcio, croce e delizia dei tifosi di tutta Italia. Croce – ovviamente - per gli avversari, delizia per gli juventini (e per tutti gli amanti del bel calcio) che lo hanno eletto a giocatore simbolo della loro squadra. Non a caso Ale è il capitano della Vecchia Signora. Questione di stile, e Del Piero - di stile - ne ha da vendere. Mai una polemica, mai una esternazone esagerata, mai una risposta velenosa a chi, pure, gli ha rivolto le accuse più infamanti: dopato, brocco, raccomandato, omosessuale (ammesso, e non concesso, che possa essere un’infamia), addirittura traditore della patria (dopo aver mancato due facili – per lui – occasioni da gol nella finale degli Europei del 2000 contro la Francia, poi persa dall’Italia per 2 a 1, nda). Alessandro ha sempre mantenuto la sua integrità e la sua classe, rispondendo a tutte le accuse sul campo, da vero campione qual è. Ma oltre ad essere uno straordinario calciatore, Del Piero è anche un grandissimo appassionato di musica e dopo aver fatto una prima compilation nel 2004 (La musica di Alessandro Del Piero), eccolo tornare alla ribalta (musicale) con una nuova raccolta: The best of Alessandro Del Piero. Lo abbiamo incontrato, tra una partita di campionato, una di Champions’ e una con la Nazionale, e gli abbiamo fatto qualche domanda. Innanzitutto come nasce la tua passione per la musica? Nasce da bambino, quando rubavo di nascosto le cassette a mio fratello maggiore Stefano: Michael Jackson, Madonna, gli U2, tantissimo rock… La musica è sempre stata una grande passione. Quanto conta la musica nella tua vita? Molto, i momenti più importanti della mia vita sono legati quasi sempre a canzoni particolari, anche perché ascolto musica in continuazione! Come hai scelto i brani da inserire nel tuo cd? Non essendo un professionista ho scelto i brani in base a criteri molto personali, selezionando canzoni che mi piacciono, che ascolto spesso in questo periodo, che mi comunicano emozioni, che mi coinvolgono, che mi fanno ballare. Devo dire che ha funzionato. Dove hai trovato il tempo per fare due compilation? La musica è una passione per me, e il tempo per le cose che mi entusiasmano cerco di trovarlo sempre. È stato molto divertente. Cosa significa essere un modello da imitare per tanti giovani, in Italia ma anche all’estero? È una grande responsabilità, oltre che un onore… la visibilità e l’esposizione continua ai media richiedono maturità, una dote difficile da sviluppare in certe situazioni. Io cerco di fare del mio meglio. La soddisfazione più grande che hai avuto in campo calcistico? Per mia fortuna ne ho avute tantissime, e penso agli scudetti, alla Coppa Intercontinentale… a volte anche un semplice assist, un dribbling riuscito, una punizione provata in allenamento che poi in partita diventa gol. La delusione più grande? Beh, nello sport si impara presto a perdere, e non è solo retorica. Quindi oltre alle vittorie ho incamerato anche tante sconfitte, le finali di Champions perse, o il conto in sospeso con la maglia azzurra. Ma sono davvero convinto che le batoste siano importanti quanto i successi, per migliorare, per imparare l’umiltà, per trovare stimoli. Violenza, razzismo, doping: qual è la cosa più pericolosa per il calcio? Sono tutte e tre deleterie per il calcio, hanno in comune una matrice di scarsa educazione sportiva e sono convinto che, proprio per questo, abbiano poco a che fare con la bellezza di questa disciplina. Cosa diresti a chi va allo stadio solo per scatenare la sua rabbia repressa? Forse gli farei capire che ci sono motivi più divertenti e gratificanti per andare a vedere una partita. Il tifo violento è lontano anni luce dai valori sportivi, dalle motivazioni che spingono gli atleti in campo, dalla concezione di gioco = divertimento. La dote più grande che ti riconosci? La testardaggine, la tenacia. Il difetto più grande che ti imputano? Sempre la testardaggine! Cosa farai da grande? Mi sento rivolgere spesso questa domanda e ogni volta mi sento ancora molto lontano dal sentirmi grande. In realtà amo la vita che faccio e ho intenzione di giocare ancora per molto tempo. Cosa c’è in questo momento nel tuo i-pod? Oltre alla playlist della mia compilation, tanto rock e pop di qualità. La canzone che ti carica di più prima di un match decisivo? Quello che conta di più in quei momenti è l’ispirazione, quindi non c’è una canzone speciale che ascolto sempre, seguo l’istinto. Quando smetterai, meglio essere ricordato come capitano della Juventus o come campione di correttezza? Mi piacerebbero entrambi i riconoscimenti, perché no? Grandissima classe, talento e... è mai mancato qualcosa a Del Piero? C’è sempre qualcosa che manca, che non va come vorresti, che non è perfetto. Delle mancanze, degli errori, dei contrattempi occorre trovare il lato buono, l’insegnamento, l’obiettivo, nello sport come nella vita: gestire le frustrazioni e conoscere i propri limiti sono capacità che aiutano molto. Hai mai pensato o desiderato essere una rockstar? No, è un mondo che mi affascina molto e che in qualche modo ho avuto l’occasione e la fortuna di sfiorare, ma credo che il mio destino fosse un altro.
(realizzata ad aprile 2006)
Etichette:
le mie interviste
Iscriviti a:
Post (Atom)